Museo della Città di Livorno - Livorno

Il sindaco di Livorno Luca Salvetti, l’assessore alla cultura Simone Lenzi, il presidente della Fondazione Livorno, Olimpia Vaccari presidente di Fondazione Livorno Arte e Cultura e la curatrice Nadia Marchioni, in una conferenza stampa al Museo della Città di Livorno, hanno illustrato “Mario Puccini Van Gogh involontario”, in mostra dal 2 luglio al 19 settembre 2021. L’esposizione vede finalmente la luce in un momento in cui la pandemia attenua i suoi effetti, nelle intenzioni avrebbe dovuto svolgersi nell’anno 2020, centenario della morte dell’artista.

 

Luciano Barzotti, presidente della Fondazione Livorno rileva in conferenza stampa come si debba evitare che musei e mostre siano concentrati nelle grandi città, che la politica culturale del nostro paese debba essere quella della valorizzazione del territorio. In questa esposizione si scopre, infatti, come, contemporaneo di Modigliani, nel solco dei Macchiaioli, Mario Puccini sia una figura importante non solo per i livornesi: guardando con attenzione i suoi quadri si è colpiti dal loro valore e dal senso di universalità per il quale il critico Emilio Cecchi lo definì un "Van Gogh involontario". Sebbene più discreto di Van Gogh nell’uso dei colori, Puccini ebbe in comune con il grande pittore olandese non solo alcuni tratti espressivi, anche la sofferenza emotiva.

 

La mostra, curata da Nadia Marchioni affiancata da un Comitato scientifico formato da Vincenzo Farinella, Gianni Schiavon e Carlo Sisi, amplia le ricerche avviate in occasione dell’esposizione del 2015 al Palazzo Mediceo di Seravezza e nasce dalla riscoperta di un’importante collezione di dipinti di Mario Puccini. Tale “riscoperta” permette di seguire lo sviluppo della carriera artistica di Puccini dal suo esordio alla maturità, così come si manifestò dopo i cinque anni trascorsi negli ospedali di Livorno e Siena, dove, ricoverato per “demenza primitiva”, fu dimesso dagli psichiatri nel 1898 e affidato, “non guarito” a suo padre.

 

Con oltre centoquaranta opere divise in otto sezioni, “è l’occasione – dice la curatrice - per far dialogare i capolavori della citata collezione con una serie di altri selezionatissimi dipinti provenienti da diverse raccolte e da prestigiose istituzioni museali come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e le Gallerie degli Uffizi, per illustrare il percorso dell’artista nella sua completezza (…), permettendo al pubblico e agli studiosi di confrontarsi con opere rare o mai viste precedentemente”.

 

Le sezioni della mostra seguono la vita di Mario Puccini e vi traspaiono sia le fasi della formazione tecnico-formale che quelle emotive: La prima è dedicata agli esordi di Puccini. I dipinti in questa sezione illuminano gli albori della sua arte e il contesto in cui nasce la sua attività precocemente unica, offrendo alcune fra le più rare testimonianze di questo suo poco documentato periodo.

 

La seconda racconta l’interruzione forzata della sua ricerca pittorica dovuta alla crisi psichica che portò al ricovero, ventiquattrenne, all’ospedale di Livorno e in seguito al Manicomio di San Niccolò di Siena, dove fu recluso dal 1894 al 1898; le foto d’epoca, i documenti e i disegni tutt’oggi conservati nell’Archivio storico della Asl 7 di Siena testimoniano la sua drammatica vicenda esistenziale, fornendo preziose indicazioni, grazie allo studio delle cartelle cliniche e a una rara lettera dell’artista al direttore dell’Istituto senese, sugli anni della sua “reclusione”. La sezione documentaria è arricchita dal prezioso e inedito confronto di tre autoritratti dell’artista eseguiti fra il 1912 e il 1914.

 

La terza sezione è dedicata al legame profondissimo che unì per tutta la vita Puccini al maestro Fattori e al superamento del suo insegnamento. Accompagnano la sezione una serie di confronti fra opere di Puccini e di pittori anche loro cresciuti sotto il modello fattoriano e particolarmente vicini a lui per vicende personali e artistiche, fra cui Bartolena, Benvenuti, Ghiglia, Ulvi Liegi, Micheli.

La quarta mostra il suo ritorno alla pittura, in una veste completamente mutata: non è più concentrato sullo studio della figura umana, ma sul paesaggio che lo circonda. Le prime testimonianze pittoriche novecentesche trasmettono una matura e personale interpretazione del clima post-impressionista francese, condensata in uno smagliante cromatismo, inconcepibile senza l’ispirazione di Livorno e l’influenza dell’opera di Van Gogh.

 

La quinta sezione prosegue l’indagine sul panorama culturale cittadino, presentando due importanti dipinti raffiguranti Il Lazzaretto di Livorno, uno dei quali eseguito, assieme ad un grande disegno a carboncino, per la decorazione di una sala del Caffé Bardi, una sorta di Caffè Michelangelo dei postmacchiaioli, ritrovo di intellettuali e artisti dal 1909. Un disegno di Puccini eseguito sul cartone intestato del Caffè, è in suggestivo confronto con il celebre Ritratto di Aristide Sommati, realizzato da Modigliani su carta intestata del locale durante il suo soggiorno livornese del 1909. La sesta sezione mostra diversi paesaggi di Mario Puccini: rare opere eseguite a Digne, nelle Alpi Marittime, quelle eseguite in Versilia e a Seravezza, i dipinti della campagna fra Livorno e Pisa, i dintorni di Castiglioncello, la Maremma.

 

La settima sezione analizza l’umanità prediletta di Puccini: il mondo quotidiano del popolo e dei lavoratori. In essa si entra nell’universo che l’artista maggiormente amava, quello del silenzio e della semplicità del lavoro operoso e dell’infanzia. L’ottava sezione presenta una scelta di ritratti e nature morte, queste ultime eseguite in gran numero da Puccini, che dal 1911, grazie anche ad una società per la commercializzazione delle sue opere costituita dagli amici Benvenuti e Pierotti della Sanguigna, comincia ad ottenere un certo successo nelle vendite. Una speciale sezione della mostra evoca, come antefatto all’opera matura di Puccini, Il giardiniere di Van Gogh oggi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

 

“Mario Puccini Van Gogh involontario”

Dal 02 Luglio 2021 al 19 Settembre 2021

LIVORNO

LUOGO: Museo della Città

INDIRIZZO: Piazza del Luogo Pio

ORARI: da martedì a venerdì 10.00-20.00, sabato e domenica 10.00-22.00, lunedì chiuso

CURATORI: Nadia Marchioni

ENTI PROMOTORI:

• Comune di Livorno

• Fondazione Livorno-Arte e Cultura

• Fondazione Livorno

COSTO DEL BIGLIETTO: Intero € 8, Ridotto € 5, Cumulativo con Museo Fattori e sez. arte Contemp. € 12, Visite guidate € 2 a persona (su prenotazione)

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 0586 824551