Storia dell'arte Italiana del '900

Storia dell'arte Italiana del '900

"Nel filone delle convivenze di geometria e informale va annoverato il volterrano Arturo Lini e tangenzialmente il reggino Pino Jelo. Il primo tuttavia, eccetto che in qualche caso, p. es. Partitura, non fa assorbire le morfologie geometriche nel tessuto pittorico, evidenziandole ora come disegno al negativo ( penso al centrale rettangolo-finestra di AlKahest) ora perentoriamente, com'è nell'acrilico su tavola Sumbola, tutt'e tre i lavori citati con l'aggiunta di uno specchio rettangolare esposti a Pietrasanta nel chiostro di S. Agostino ai quattro punti cardinali.

Col titolo I luoghi dell'annunciazione la mostra si è svolta nel periodo natalizio 2000-2001, contemporaneamente a una personale presso la Galleria Kontraste del centro toscano. Nel testo in catalogo Micieli così descriveva le opere del pittore: “Nella loro sostanza evocativa, le essenziali, ma formicolanti partiture di Arturo Lini sono cosmografie. Non mappe celesti, ma intuitive, liriche riduzioni visibili della totalità. La sensibilissima tessitura pittorica che anima l'intera superficie, idealmente seguitando oltre i margini della tela, prefigura l'illimitata, molteplice e omogenea estensione dell'universo in eterno divenire, nell'inesausto alterno germinare ed estinguersi dei mondi, che lasciano traccia, testimonianza di luce al loro passaggio. Così è dello spazio e del tempo dell'uomo: modulazione di luce che Lini rende percepibile, per desiderio di durata nel luogo pur effimero della forma pittorica...” (cfr. N. Micieli, Arturo Lini, I luoghi dell'annunciazione, Chiostro di S. Agostino, Salone dell'Annunciata e Galleria Kontraste, Pietrasanta 17 dic. 2000 – genn. 2001, s.i.pp).
Storia dell'arte Italiana del '900 - Generazione anni Quaranta (II), di Giorgio Di Genova, Bora Edizioni, 2009. p. 1154.